Il Tar respinge il ricorso. Lo scioglimento del Consiglio comunale di Priolo è valido. Al centro della contesa le modalità con cui si era svolta la votazione sul Documento Unico di Programmazione e la presenza del numero legale durante la seduta.

Non è una questione tecnica. È la fotografia di come funziona la politica locale in Sicilia: si litiga sul numero legale, si fa ricorso al Tar, il consiglio viene sciolto, i cittadini restano senza rappresentanza. Intanto Priolo aspetta. I servizi aspettano. Le decisioni aspettano.

**Il meccanismo.**
Il Dup è il documento che programma le attività e le opere del comune. Una votazione sbagliata, un numero legale contestato, e tutto si blocca. Il Consiglio viene sciolto. Il ricorso al Tar è l’extrema ratio di chi non accetta la decisione. Ma il Tar respinge il ricorso: la votazione era valida, il numero legale c’era, lo scioglimento era legittimo. Il risultato è che il comune ha perso mesi di amministrazione per un contenzioso che si poteva evitare. La macchina amministrativa riparte da capo, con mesi di ritardo accumulato. Il Consiglio viene sciolto. Il ricorso al Tar è l’extrema ratio di chi non accetta la decisione. Ma il Tar respinge il ricorso. La macchina amministrativa riparte da capo, con mesi di ritardo accumulato. Il meccanismo è sempre uguale: il contenzioso politico paralizza l’amministrazione.

**Le conseguenze per i deboli.**
Ogni giorno di consiglio sciolto è un giorno di decisioni rinviate. Le manutenzioni, le assunzioni, i bandi, le delibere. I cittadini di Priolo hanno bisogno di un’amministrazione che funzioni: strade, scuola, trasporti, servizi sociali. Invece assistono a un braccio di ferro istituzionale che si risolve davanti a un giudice amministrativo. Nel frattempo i problemi quotidiani restano senza risposta. E quando il Tar dà ragione alla prefettura, il tempo perso non si recupera più. I cittadini di Priolo hanno bisogno di un’amministrazione che funzioni. Invece assistono a un braccio di ferro istituzionale che si risolve davanti a un giudice amministrativo, mentre la vita quotidiana scorre tra problemi che nessuno risolve.

**La domanda.**
Quante energie, quante risorse, quanto tempo vengono sprecati in contenziosi che non servono ai cittadini, ma solo a chi non vuole perdere il potere?