“Le lavoratrici e i lavoratori forestali sono in prima linea nella lotta ai roghi, ma sono sempre di meno e sempre più anziani”. Enzo Savarino, segretario generale della Uila Sicilia, lancia l’allarme: il Servizio Antincendio conta oggi su appena 4.500 operai in tutta l’Isola, 1.500 in meno rispetto alla previsione di legge. L’età media ha superato i 60 anni. Il ricambio generazionale non esiste.

“Da qui a sei anni, andando avanti così, non avremo più lavoratori forestali”, dice Savarino. Non è un’iperbole sindacale. È un conto aritmetico. Se oggi il forestale medio ha 60 anni e nessuno viene assunto, tra sei anni la maggior parte della forza lavoro sarà in pensione. E la Sicilia, che brucia ogni estate, resterà senza gli uomini e le donne che spengono il fuoco.

Il meccanismo

Il meccanismo è la “prevenzione negata”, come la chiama il sindacato. Una proposta di riforma del settore è pronta da tempo, ma non arriva mai all’esame della Giunta o dell’Ars. I forestali restano “condannati al precariato a vita”, assunti a giornata, senza stabilizzazione. La legge di riorganizzazione del settore, che darebbe dignità e futuro ai lavoratori e garantirebbe la manutenzione del territorio, langue nei cassetti di Palazzo d’Orléans. Intanto gli incendi bruciano, e la Regione spende milioni per lo spegnimento: soldi che, se investiti in prevenzione e assunzioni, avrebbero un effetto moltiplicatore. Ma la logica dell’emergenza è più conveniente per chi governa: l’incendio fa notizia, la prevenzione è invisibile.

Le conseguenze per i deboli

I primi a pagare sono i lavoratori forestali stessi: precari, anziani, senza prospettive. Hanno salvato case e boschi per un’intera giornata di fuoco, poi tornano a casa senza sapere se domani avranno un altro giorno di lavoro. Ma a pagare sono anche i cittadini dei paesi dell’entroterra, che vedono le fiamme avvicinarsi alle loro case mentre gli operai sono troppo pochi per presidiare il territorio. Il diritto alla sicurezza ambientale, che dovrebbe essere garantito tutto l’anno, si riduce a una lotta disperata contro il tempo nei mesi estivi.

La domanda