**L'ondata di calore che ha colpito la Sicilia ha raggiunto punte di 42-44 gradi, con previsioni fino a 46 nelle zone interne. Il Codacons ha chiesto alla Regione, ai Comuni, ai gestori dell'energia e dell'acqua di attivare un piano straordinario per evitare black-out elettrici e idrici. "Per un anziano solo, un black-out non è un disagio. È un pericolo di vita"**, avverte Francesco Tanasi, segretario nazionale.

Non è un'emergenza climatica. È l'emergenza di un sistema impreparato. Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali. Sono la nuova normalità. Ma le infrastrutture — reti elettriche, condotte idriche, presidi sanitari — sono ancora quelle di vent'anni fa, quando 35 gradi erano un'eccezione.

Il meccanismo

Il massiccio ricorso a condizionatori e impianti di refrigerazione genera picchi di consumo che le reti elettriche faticano a reggere. Un'interruzione della corrente blocca pompe, pozzi, serbatoi e impianti di sollevamento: senza elettricità, l'acqua non arriva ai rubinetti. Un doppio black-out — luce e acqua - che trasforma un'assenza di servizio in un'emergenza sanitaria.

Il Codacons chiede potenziamento delle squadre di pronto intervento, controlli preventivi sugli impianti, generatori per le infrastrutture idriche strategiche. Ospedali, case di riposo, abitazioni di persone fragili sono indicate come priorità assoluta. Richieste minime, elementari, che dovrebbero essere già garantite. Invece ogni anno è la stessa storia: l'estate arriva, il caldo sale, le istituzioni vengono colte impreparate. E ogni anno qualcuno muore.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga il conto sono sempre gli stessi: gli anziani soli, i malati che dipendono da apparecchiature elettromedicali, le famiglie nei quartieri periferici dove l'acqua manca già in condizioni normali. Per loro, un black-out di poche ore può diventare una tragedia. Il Codacons ricorda che le interruzioni oltre gli standard Arera danno diritto a indennizzi automatici, ma l'indennizzo non salva una vita. Conservare scontrini di alimenti deteriorati e ricevute di apparecchi danneggiati serve a ottenere un rimborso, non a prevenire la prossima emergenza. La questione è a monte: di fronte a temperature che superano i 44 gradi, un piano di emergenza non dovrebbe essere una richiesta delle associazioni dei consumatori, ma una prassi obbligatoria per ogni amministrazione pubblica.

La domanda