Il 30,5 per cento dei residenti di Ortigia denuncia pressione dell’acqua irregolare. Il dato arriva dalla rilevazione del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente del 22 luglio, e si colloca in continuità con i giorni precedenti: il problema non è in via di risoluzione. Il Codacons Sicilia parla di “rischio per il turismo, la reputazione e la competitività dell’intera Isola”.

Non è siccità. È gestione. La Regione Siciliana comunica che le risorse idriche negli invasi sono sufficienti per tutto il 2026. E allora perché un terzo delle case di Ortigia resta senza pressione sufficiente? Perché albergatori e ristoratori devono comprare acqua, installare serbatoi, ricorrere a soluzioni private per compensare le inefficienze della rete pubblica? Il problema non è la pioggia: sono le perdite, la manutenzione assente, gli impianti di accumulo insufficienti, le dighe incompiute.

Il meccanismo

È un paradosso tutto italiano, e siciliano in particolare. L’acqua c’è, ma non arriva. Le reti idriche perdono fino al 65 per cento dell’acqua immessa, come documentato dai dati Istat e dalle cronache siciliane. I gestori aspettano le segnalazioni dei cittadini per intervenire: nessun telecontrollo, nessun sensore, nessuna manutenzione programmata. Poi arriva l’estate, la popolazione turistica triplica in alcune zone, e il sistema collassa. Il Codacons chiede un tavolo tecnico urgente. Ma lo stesso Codacons sa che la richiesta cade nel vuoto: ogni anno si denuncia, ogni anno si promette, ogni anno si torna a comprare acqua al supermercato.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga sono i piccoli albergatori, i ristoratori, i residenti dei piani alti, le famiglie che non possono permettersi un serbatoio privato. L’acqua in bottiglia costa, le autobotti costano, le strutture ricettive che non possono garantire una doccia calda perdono clienti e incassano recensioni negative. E mentre il Codacons parla di “danno reputazionale” per la Sicilia, il dato concreto è che un’isola circondata dal mare, con invasi pieni e dighe incompiute, continua a non saper garantire l’acqua ai suoi cittadini e ai suoi ospiti.

La domanda