**Sessantadue lavoratori. Famiglie intere. Un appalto che scade a giugno e non viene rinnovato.** Alla raffineria Isab di Priolo, la SAIT S.p.A. cesserà le attivita' a fine settembre. Il contratto e' scaduto. La proposta di rinnovo di Isab per un altro anno non e' stata accettata: l'adeguamento economico era assente. Il sindacato Ugl Chimici ha inviato una nota alla direzione, con copia a Prefettura e Confindustria. Chiede la revisione delle proposte contrattuali e l'applicazione della clausola sociale in caso di subentro.
Non e' la storia di un appalto che finisce. E' la storia del lavoro che diventa merce di scambio in un sistema dove il prezzo conta piu' delle persone. E dove il contratto nazionale Chimico-Coibenti - che garantirebbe piu' tutele - viene sistematicamente aggirato.
**Il meccanismo.**
Il meccanismo si chiama dumping contrattuale. Le grandi aziende come Isab affidano i servizi a imprese in appalto che non applicano il contratto di settore. I lavoratori vengono pagati meno, hanno meno diritti, meno tutele. Quando l'appalto scade, l'azienda appaltante puo' cercare un'altra ditta disposta a offrire lo stesso servizio a prezzo inferiore. I lavoratori restano in mezzo. E se la clausola sociale non viene applicata, restano senza stipendio. Il sindacato lo dice chiaramente: una politica di appalti al ribasso produce effetti negativi sia sui lavoratori sia sulle imprese che rispettano contratti e tutele.
**Le conseguenze per i deboli.**
Sessantadue operai specializzati rischiano di perdere il posto. Ognuno con una famiglia, un mutuo, dei figli. E Priolo e' gia' un territorio segnato dalla crisi industriale: la deindustrializzazione del polo petrolchimico di Siracusa e' in corso da anni. Ogni posto di lavoro perso e' un colpo al tessuto sociale di un'area che non offre alternative. I lavoratori SAIT non sono numeri: sono persone che rischiano di finire nella trappola della precarieta' o, peggio, della disoccupazione. E ogni posto perso e' un colpo definitivo per un territorio che non offre alternative. Priolo ha gia' pagato il prezzo della deindustrializzazione. I lavoratori SAIT non sono numeri: sono persone con mutui da pagare, famiglie da mantenere, un futuro da costruire. Se l'appalto salta, non troveranno un altro lavoro in zona.
**La domanda.**
Quando i sindacati annunciano iniziative a tutela dei lavoratori, la domanda e' una sola: le istituzioni - Prefettura, Regione, Confindustria - da che parte stanno?