Dopo settimane di richieste rimaste senza risposta, LEGEA CISAL ha avviato lo stato di agitazione del personale di SAC Service, la società che garantisce i servizi aeroportuali dello scalo "Vincenzo Bellini" di Catania. Il sindacato denuncia il "totale silenzio" della governance aeroportuale mentre il processo di privatizzazione avanza senza garanzie per i lavoratori.

Non è una vertenza come le altre. È il paradigma di come si svende un'infrastruttura pubblica: il valore costruito dai lavoratori diventa l'esca per gli investitori, mentre chi quel valore lo ha generato viene lasciato nel vuoto.

Il meccanismo

SAC Service impiega centinaia di persone. Negli ultimi anni lo scalo etneo ha registrato una crescita costante di traffico passeggeri, investimenti, utili. La governance descrive l'azienda come solida, redditizia, con prospettive di sviluppo. E proprio mentre si prepara la privatizzazione — la cessione della società a investitori privati — ai lavoratori non arriva alcuna garanzia sul futuro occupazionale.

"Sono proprio questi lavoratori — denuncia Sandro Barbagallo della LEGEA CISAL — ad avere contribuito, con professionalità e sacrificio, alla crescita dello scalo. Hanno costruito quel valore che oggi rende SAC appetibile agli investitori. Non possono essere considerati semplici spettatori del proprio destino."

Il sindacato chiede un passaggio obbligato prima di qualsiasi operazione societaria: la fusione tra SAC e SAC Service, per blindare i livelli occupazionali. Una richiesta caduta nel vuoto.

Le conseguenze per i deboli

Sono circa 700 le famiglie che vivono del lavoro alla SAC Service. Operatori, addetti ai servizi, personale di terra. Mentre i vertici trattano la vendita dello scalo, loro restano nell'incertezza. Il sindacato lo dice chiaramente: la privatizzazione non può essere costruita sul silenzio e sull'incertezza. Centinaia di famiglie aspettano risposte da settimane. Il silenzio della governance non è un incidente: è una scelta. Una scelta che dice ai lavoratori che non contano abbastanza per essere informati sul proprio destino. Ogni giorno senza risposte è un giorno di ansia per chi ha contribuito a fare dello scalo "Vincenzo Bellini" uno dei principali aeroporti del Mezzogiorno. I lavoratori chiedono garanzie scritte, non promesse verbali. Chiedono che la fusione tra SAC e SAC Service venga realizzata prima di qualsiasi operazione di cessione. È una richiesta tecnica, giuridica, sindacale. Ma è anche una questione di dignità: non si può vendere un'azienda come se fosse un pacco azionario dimenticandosi delle persone che la fanno funzionare.

La domanda