**Renato Schifani si presenta in Sala d'Ercole, sede dell'Ars, per tracciare il bilancio del suo governo.** Conti risanati, crescita economica attestata dalla Banca d'Italia, rifiuti e Ponte sullo Stretto come simboli di una Sicilia che vuole agganciare le grandi reti infrastrutturali europee. Il racconto e' trionfale. Ma l'aula si trasforma subito in teatro di uno scontro senza rete.
«Il governo e' gia' morto». Antonello Cracolici, veterano del Pd, non usa mezzi termini. Le cifre del risanamento, dice, non trovano riscontro nella vita quotidiana dei siciliani. E la sanita' ne e' l'emblema piu' doloroso: liste d'attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, medici che fuggono, cittadini costretti all'esodo verso il Nord.
**Il meccanismo.**
Il presidente rivendica di aver sanato i conti senza rincorrere il consenso facile. Dice no alla spesa assistenziale a pioggia, si' al rigore e alla programmazione. Intanto, pero', la maggioranza - sulla carta granitica - si scioglie sotto i colpi dei franchi tiratori. Norme chiave bocciate, numero legale che salta, scontri interni tra i partiti. Ogni gruppo pensa a piantare bandierine elettorali e a gestire equilibri di sottogoverno. Il meccanismo e' quello di sempre: si governa coi numeri delle votazioni palesi, ma si e' persa la capacita' di incidere sulla realta'. E nel frattempo le emergenze vere - sanita', siccita', dissesto idrogeologico - restano senza risposte, perche' la politica e' troppo impegnata a litigare sulle poltrone.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga? I cittadini siciliani. La sanita' regionale e' stremata da una crisi senza precedenti. Il comparto agricolo e' piegato dalla siccita', con interventi regionali tardivi e insufficienti. I Comuni e gli enti locali sono in precarie condizioni finanziarie. Mentre a Palazzo d'Orleans si litiga su poltrone e candidature, fuori ci sono famiglie che aspettano mesi per una visita, agricoltori che vedono morire i raccolti, giovani che si preparano a lasciare l'isola. I Comuni sono allo sbando, i fondi europei restano inutilizzati, e mentre la Regione esibisce bilanci in pareggio i cittadini vedono solo servizi che si riducono e tasse che aumentano.
**La domanda.**
Se il risanamento contabile non si trasforma in servizi efficienti, occupazione stabile e infrastrutture moderne, a cosa serve?