**Il 21 luglio 2026, alle tredici e trenta, una vasta area del centro di Palermo resta senza elettricità. Via Agrigento, via Libertà, via Veneto, via Sciuti: il cuore della città al buio.** I condizionatori si spengono, i frigoriferi dei supermercati si fermano, gli allarmi dei negozi iniziano a suonare. “Sentiamo tutti gli allarmi nella zona”, racconta un residente. I cavi elettrici interrati non reggono le temperature record.

Non è un guasto tecnico. È il conto che presentano decenni di infrastrutture inadeguate e manutenzione rimandata. Il caldo non è una sorpresa: luglio in Sicilia è caldo da sempre. Ma i cavi della rete elettrica del centro di Palermo sembrano scoprirlo ogni estate, puntualmente, come se fosse la prima volta.

Il meccanismo

Il blackout non è stato un fulmine o un guasto improvviso. “Le alte temperature di questi giorni stanno mettendo la rete sotto pressione”, ha spiegato Enel. I cavi interrati si surriscaldano, la domanda di energia per i condizionatori esplode, il sistema collassa. I tecnici lavorano da giorni per evitare l'interruzione, ma ogni anno la storia si ripete: ondata di calore + rete vecchia = blackout.

Il problema non riguarda solo Palermo. I blackout estivi sono diventati un appuntamento fisso in molte città siciliane. La rete elettrica dell'isola non è stata adeguata al cambiamento climatico. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense, ma gli investimenti sulle infrastrutture restano quelli di vent'anni fa.

Le conseguenze per i deboli

Chi ha un generatore privato o un impianto di condizionamento a pannelli solari sorride. Gli altri — la maggioranza — restano al buio con il termometro che sfiora i 40 gradi. I supermercati hanno attivato i generatori per salvare la merce deperibile. I residenti dei quartieri popolari del centro, senza corrente e senza ascensore, si sono trovati intrappolati in case che sembravano forni. Il diritto all'energia, come l'acqua, come la sanità, è diventato un servizio a singhiozzo.

La domanda