Primo semestre 2026: la Sicilia rispetta i tempi massimi di garanzia per le prime visite solo nel 79,7% dei casi. Nel 2025 era l'87,2%. Peggioramento di oltre 7 punti percentuali. Per gli esami diagnostici si passa dal 75,9% al 71,9%.

I dati del Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste d'attesa sono la fotografia di un sistema sanitario regionale che arretra vistosamente. In un anno, la Sicilia ha perso 7 punti percentuali sulle prestazioni garantite. Non è un caso isolato: Abruzzo, Sardegna e Trento peggiorano, ma la Sicilia parte da una posizione già critica.

Il meccanismo

Il diritto alla salute è costituzionalmente garantito. Ma la garanzia costituzionale si scontra con la realtà di una macchina amministrativa che non riesce a stare al passo. I fondi ci sono — la Regione ha annunciato 5 miliardi di avanzo di bilancio. Le risorse umane no: la carenza di personale sanitario è cronica, i medici fuggono verso il privato o verso altre regioni, le assunzioni promesse non arrivano. Il meccanismo è perverso: la politica annuncia riforme, i bilanci mostrano avanzi, ma negli ambulatori i pazienti aspettano mesi per una visita. I numeri macro non mentono, ma non curano nemmeno. Il dato del Bollettino Agenas fotografa un sistema che arretra anno dopo anno: le prime visite crollano di 7 punti in un solo semestre, gli esami diagnostici scivolano sotto il 72 per cento. Chi dovrebbe garantire il diritto alla salute — la Regione, le Asp, i direttori generali — produce rapporti, non soluzioni.

Le conseguenze per i deboli

Chi subisce di più sono i cittadini che non possono permettersi il privato. Un'ecografia in intramoenia costa 150 euro. Una visita specialistica al privato 200. Chi ha redditi bassi — la maggioranza dei siciliani, con un reddito procapite tra i più bassi d'Italia — aspetta. Aspetta mesi per una diagnosi, per un referto, per un trattamento. E mentre aspetta, la malattia può progredire. In Sicilia la sanità pubblica è l'unico ammortizzatore sociale per i poveri. Un pensionato con 600 euro al mese non può permettersi 200 euro per una visita privata. Una famiglia con due figli non sceglie: aspetta. E mentre aspetta, un dolore diventa cronico, un sintomo si aggrava, una diagnosi arriva troppo tardi. Quando funziona male, l'impatto non è un numero in un bollettino: sono vite che aspettano.

La domanda