La Procura europea (Eppo) ha sequestrato 20 milioni di euro. La presunta frode stimata sale a 40 milioni. Oltre 84 società coinvolte. Il sistema si basava su attività formative fittizie finanziate attraverso il Fondo Nuove Competenze, il cavallo di battaglia del Pnrr per la riqualificazione dei lavoratori italiani.

Il Pnrr doveva essere la grande occasione per l’Italia. La chance per modernizzare il paese, formare i lavoratori, colmare il gap con l’Europa. Invece, per 40 milioni di euro, è diventato la nuova prateria della corruzione. Corsi di formazione che non sono mai esistiti, attestati falsi, finanziamenti pubblici prosciugati da società cartiere.

Il meccanismo

Il meccanismo è quello classico del furto di fondi pubblici, aggiornato all’era del Pnrr. Si creano società di formazione. Si presentano progetti. Si ottengono finanziamenti dal Fondo Nuove Competenze. Poi i corsi non si tengono, gli attestati sono falsi, i soldi spariscono in un dedalo di società, prestanome, bonifici verso l’estero. Ottantaquattro società coinvolte significano 84 teste del serpente. Tagliane una, le altre continuano a muoversi.

L’Eppo è intervenuta perché i soldi sono europei. Ma il meccanismo è lo stesso delle vecchie truffe alla formazione professionale in Sicilia e in Calabria: stessi metodi, stessi complici, solo cifre più alte. Il Pnrr non ha creato il fenomeno. Lo ha solo amplificato, mettendo sul piatto miliardi di euro facili da prosciugare.

Le conseguenze per i deboli

Mentre i ladri di fondi pubblici festeggiano, i lavoratori veri restano senza formazione. Il Fondo Nuove Competenze era nato per aiutare chi perde il lavoro, chi deve riconvertirsi, chi è stato espulso dal mercato. Invece i corsi erano fittizi, gli attestati fantasma, le competenze mai acquisite. Il lavoratore resta disoccupato. Il truffatore resta ricco.

E non è solo un danno economico, è un danno sociale. Ogni euro rubato al Pnrr è un euro sottratto a una scuola, a un asilo, a una bonifica ambientale, a un letto d’ospedale. La corruzione non è un crimine senza vittime. Le vittime sono i cittadini che aspettano servizi che non arriveranno mai.

La domanda