**264 milioni di euro. Tanto vale il Rendiconto generale 2022 della Regione Siciliana, appena approvato dalla giunta Schifani. Di anno contabile: 2022. Di calendario: luglio 2026.** Quasi quattro anni di ritardo. I soldi erano lì, congelati nel bilancio, bloccati nell’attesa che la macchina burocratica li sbloccasse. Il presidente Schifani parla di “risultati del lavoro di risanamento dei conti regionali”. L’assessore Dagnino ringrazia la Ragioneria generale per “il sacrificio e la professionalità”.
Non è un traguardo. È la fotografia di un sistema che impiega quattro anni per chiudere un bilancio. Quattro anni in cui quei 264 milioni — soldi dei siciliani, delle imprese, delle famiglie — sono rimasti immobilizzati, inutili, mentre ospedali attendedevano fondi e scuole chiudevano per mancanza di manutenzione.
**Il meccanismo.**
La Regione Siciliana ha un problema strutturale con i propri conti. Il Rendiconto 2020 è stato approvato il 30 giugno 2026. Il 2021 l’8 luglio 2026. Il 2022 adesso. La Corte dei Conti lo aveva prescritto: bisognava riallineare il ciclo dei documenti contabili. Detto, fatto. Ma il fatto è che parliamo di esercizi finanziari chiusi da anni, con numeri ormai certi, eppure la macchina burocratica non riusciva a produrre il documento. Non è incapacità tecnica. È il meccanismo dello spoils system che si mangia le competenze: ogni cambio di giunta porta nuovi dirigenti, nuovi assessori, nuovi capi-ragioneria. Ognuno deve imparare da capo. I tempi si allungano. I rendiconti si accumulano. I soldi restano fermi.
**Le conseguenze per i deboli.**
Quei 264 milioni non sono un bonus. Sono risorse che dovevano essere investite già nel 2023, nel 2024, nel 2025. In sanità, in edilizia scolastica, in manutenzione del territorio, in trasporto pubblico. In Sicilia le liste d’attesa degli ospedali esplodono. Le scuole crollano. Le strade si sbriciolano. E intanto 264 milioni restavano lì, bloccati, mentre la burocrazia regionale produceva carte. Chi ci perde? Il cittadino che aspetta una visita, l’impresa che aspetta un pagamento, il Comune che aspetta un trasferimento. Sempre gli stessi.
**La domanda.**
Ora quei 264 milioni “torneranno nella piena disponibilità della Regione”, promette Schifani. Ma se servono quattro anni per approvare un rendiconto, chi garantisce che quei soldi arriveranno davvero dove servono prima che il prossimo rendiconto sia di nuovo in ritardo?