**Un’intera notte di fuoco. A Bivona, nell’Agrigentino, le fiamme hanno divorato i boschi e costretto all’evacuazione una ventina di famiglie. A Castronovo di Sicilia, a meno di un’ora di distanza, la stessa scena.** Il sindaco di Castronovo, Vitale Gattuso, è senza respiro: “Quella appena trascorsa è stata una notte terribile. E prevediamo che anche oggi sia difficile”. Bivona, Agrigentino. Castronovo, Palermitano. Stessa notte. Stesso fuoco. Stessa emergenza. Stessa assenza di prevenzione.

Non è il caldo record a causare gli incendi. È l’assenza di Politica. L’abbandono del territorio, i boschi non puliti, le strade tagliafuoco non tracciate, le squadre antincendio insufficienti. Il clima impazzito è la miccia, ma la benzina la mette lo Stato assente.

**Il meccanismo.**
Ogni estate si ripete lo stesso copione: temperature record, allerta della Protezione Civile, incendi che divampano in mezz’ora, vigili del fuoco e Canadair che corrono da un fronte all’altro, sindaci che lanciano appelli disperati, cittadini che si organizzano da soli con secchi e pompe idrauliche per salvare le proprie case. Poi, quando arriva l’autunno, il silenzio. I fondi per la forestazione restano bloccati. I bandi per le squadre antincendio stagionali partono in ritardo. Le manutenzioni vengono rimandate. Fino all’estate successiva. Quando tutto ricomincia. Ogni anno bruciano migliaia di ettari. Ogni anno si spende di più per spegnere e meno per prevenire. Il sistema è questo: reagire costa, prevenire costa di più. In termini politici, si intende. Un rogo spettacolare fa notizia. Un bosco pulito no.

**Le conseguenze per i deboli.**
Chi scappa di notte con i bambini in braccio non sono i proprietari delle seconde case. Sono famiglie che vivono tutto l’anno in quelle case, spesso in condizione di fragilità economica. I boschi che bruciano sono il patrimonio ambientale di Comuni che non hanno risorse per ripiantare, per mettere in sicurezza i versanti, per prevenire le frane che arriveranno con le prime piogge. La perdita non è solo paesaggistica: è economica, sociale. I pascoli che alimentano il bestiame, i castagneti da cui dipendono piccole economie locali, il turismo lento che prova a sopravvivere. Tutto brucia. Tutto insieme.

**La domanda.**
Il sindaco Gattuso teme che “non sia finita”. Ha ragione. Finché la politica regionale continuerà a tagliare i fondi per la prevenzione e a ridurre il personale della forestazione, le estati siciliane saranno sempre più lunghe, sempre più calde, sempre più incendiate. Quante notti di terrore servono prima che qualcuno decida di agire prima del fuoco?