CARMELO D’URSO è vicesindaco di Riposto e da oggi anche responsabile provinciale del Dipartimento Territorio e Paesaggio di Fratelli d’Italia. Saluta soddisfatto: “Un’importante opportunità per rafforzare i rapporti di collaborazione con le comunità del nostro territorio”. Il presidente provinciale Alberto Cardillo lo ha nominato. La macchina dei dipartimenti è partita. E con lei si scrive l’ennesimo capitolo della storia infinita dello spoils system siciliano, dove le poltrone si moltiplicano e le responsabilità si dissolvono.
Non è una semplice nomina di partito. È l’ingranaggio dello spoils system siciliano: chi ha un incarico amministrativo riceve un altro incarico di partito, accumulando poltrone e potere. Il meccanismo è sempre lo stesso: la politica diventa professione, il partito diventa ufficio di collocamento.
**Il meccanismo.**
Fratelli d’Italia riorganizza i dipartimenti provinciali. I nuovi organismi “avranno il compito di favorire il dialogo con amministratori, professionisti, associazioni”. In pratica, il partito si dota di una struttura parallela a quella istituzionale. Il vicesindaco di Riposto diventa anche responsabile provinciale del partito. Due ruoli, una persona sola. Conflitto di interessi? No, “radicamento territoriale”.
Il sistema è vecchio quanto la Repubblica: le nomine di partito premiano i fedelissimi, non le competenze. D’Urso lo dice chiaramente: ringrazia il presidente provinciale “per la fiducia accordatami”. Fiducia, non competenza. Il meccanismo dello spoils system si nutre di fedeltà, non di capacità. In Sicilia ha radici profonde: ogni cambio di governo porta con sé centinaia di nomine, ogni partito si spartisce le poltrone disponibili.
**Le conseguenze per i deboli.**
Le conseguenze di questo sistema le pagano i cittadini. Ogni giorno. Quando un amministratore ha due poltroni ha meno tempo per occuparsi dei problemi veri: scuole, strade, rifiuti, lavoro. Quando la politica si trasforma in carriera, le decisioni non vengono prese nell’interesse pubblico ma nella logica della spartizione. Chi ha un doppio incarico ha doppio potere, ma non ha doppia responsabilità. Le pratiche si accumulano, i problemi restano irrisolti, il territorio si impoverisce mentre i partiti si spartiscono le poltrone.
**La domanda.**
Se un vicesindaco riceve la delega al Territorio e Paesaggio del partito mentre amministra già un comune, chi garantirà che le scelte sul territorio rispondano ai bisogni dei cittadini e non agli equilibri del partito?