CASSIBILE E FONTANE BIANCHE, Siracusa. Il consigliere comunale Paolo Romano denuncia: i pozzi non danno più portata adeguata, i serbatoi di accumulo sono degli anni Ottanta e Novanta, ogni estate le interruzioni idriche paralizzano le zone balneari. Residenti senza acqua, attività economiche in difficoltà, turisti che scelgono altre mete. L’Ati e il Comune sono stati sollecitati. La risposta: interventi tampone.
Non è un problema di emergenza estiva. È la fotografia di un sistema idrico regionale che collassa perché nessuno ha investito sulle infrastrutture per 40 anni. I pozzi si esauriscono, i serbatoi invecchiano, e la politica continua a rispondere con autobotti e ordinanze.
**Il meccanismo.**
I serbatoi sono stati progettati tra gli anni Ottanta e Novanta, quando Cassibile e Fontane Bianche avevano la metà dei residenti e un turismo trascurabile. Oggi la popolazione è cresciuta, il turismo balneare esplode in estate, ma le infrastrutture sono le stesse. Il risultato è matematico: i pozzi non ce la fanno, l’acqua manca, i cittadini protestano, e le istituzioni rispondono con ordinanze che non risolvono il problema strutturale. Ogni anno la stessa storia.
Ogni anno si interviene con soluzioni emergenziali. Ogni anno il problema si ripresenta identico. Il consigliere Romano chiede un piano di potenziamento con un nuovo pozzo, l’adeguamento dei serbatoi e un cronoprogramma con tempi certi. Richieste che dovrebbero essere minime e scontate in una comunità civile del XXI secolo. Ma la richiesta cade nel vuoto burocratico dell’Assemblea territoriale idrica, dove le competenze sono frammentate e nessuno decide.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga? I residenti di Cassibile e Fontane Bianche, che in piena estate, con il termometro oltre i 37 gradi, si ritrovano senza acqua. Le famiglie con bambini e anziani sono le prime a soffrire. Le attività commerciali, i ristoranti, gli stabilimenti balneari perdono clienti. Il turista che non trova acqua non torna e non lascia soldi. Chi ha risorse compra acqua imbottigliata. Chi non ha, subisce.
**La domanda.**
Se un territorio che vive di turismo e agricoltura non ha acqua corrente in piena estate per colpa di decisioni non prese 20 anni fa, chi risponderà del collasso annunciato del sistema idrico siciliano?