MADDALUSA. Il Consiglio comunale di Agrigento approva all’unanimità una mozione per garantire il quantitativo minimo vitale d’acqua ai residenti. I volontari del gruppo “Agrigento Punto e a Capo”, gli stessi che hanno sostenuto il sindaco Michele Sodano in campagna elettorale, organizzano una raccolta d’acqua per le famiglie escluse dall’ordinanza. Nei giorni scorsi, un’autobotte ha rifornito regolarmente un canile nella zona del Babbaluciaro, mentre centinaia di famiglie attendono ancora.
Non è un caso isolato. Non è la solidarietà che merita critiche. È il meccanismo: quando i cittadini devono sostituire le istituzioni su un bene essenziale come l’acqua, significa che il sistema ha smesso di funzionare.
**Il meccanismo.**
Il Centro Operativo Comunale ha individuato cinque categorie di soggetti fragili che hanno diritto alla distribuzione idrica. Tutti gli altri restano esclusi. Il sindaco si trincera dietro la normativa. Ma lo stesso Consiglio che lo sostiene ha votato all’unanimità una mozione che impegna la giunta a trovare una soluzione. Anche i consiglieri di maggioranza l’hanno votata. Un paradosso: l’amministrazione dice di non poter fare, e i suoi stessi rappresentanti dicono che si deve fare.
A Palma di Montechiaro, un altro comune della provincia, il sindaco ha scelto la strada opposta: si è assunto la responsabilità, ha subito una denuncia, e la magistratura gli ha dato ragione. Due sindaci, due scelte. La legge non è un blocco di cemento: è un’interpretazione politica.
**Le conseguenze per i deboli.**
A Maddalusa i residenti senza acqua non sono numeri su una carta. Sono famiglie che in piena estate, con temperature oltre i 35 gradi, aspettano un’autobotte che non arriva. I più deboli restano esclusi perché non rientrano nelle categorie “fragili” secondo il COC. Chi ha i soldi compra l’acqua al supermercato. Chi non ha, aspetta. Nell’indifferenza di un sistema che garantisce il rifornimento a un canile ma non ai cittadini.
L’arcivescovo richiama tutti alle responsabilità. La Protezione Civile studia una procedura emergenziale. I cittadini portano l’acqua da soli. Ma la solidarietà non può diventare il sostituto permanente delle istituzioni.
**La domanda.**
Se i sostenitori del sindaco sono costretti a portare personalmente l’acqua ai residenti per supplire al fallimento della loro stessa amministrazione, cosa resta del patto democratico tra un cittadino e chi lo governa?