A Castronovo di Sicilia le fiamme hanno ripreso con violenza. Ieri il primo rogo, oggi la devastazione. Colture distrutte, aziende danneggiate, il potabilizzatore Fanaco in fiamme. Venti comuni senza acqua. Il sindaco Vitale Gattuso: «Abbiamo bisogno di canadair, uomini e mezzi. La situazione è grave». Case evacuate, persone intossicate dal fumo, mezzi del 118 in arrivo.
Il fuoco non è solo un disastro naturale. È il risultato di un territorio abbandonato a se stesso, dove la prevenzione è un lusso che la politica non si concede. Venti comuni senza acqua non sono una fatalità. Sono la firma di un sistema che non protegge, non investe, non prevede.
Il meccanismo
Il rogo ha danneggiato il potabilizzatore Fanaco, in località Liste di Sciacca. L'incendio si è mangiato le colture, ha distrutto aziende, ha spento le pompe dell'acqua. Siciliacque ha interrotto la fornitura in venti comuni: Aragona, Acquaviva Platani, Bompensiere, Canicattì, Campofranco, Casteltermini, Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, San Giovanni Gemini, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Alia, Aliminusa, Caccamo, Montemaggiore Belsito, Roccapalumba, Vicari. Un territorio grande quanto una provincia intera. Il sistema è semplice: non c'è manutenzione, non c'è prevenzione, non c'è piano B. I boschi non vengono puliti, le vasche di raccolta non sono protette, le linee elettriche non sono interrate. Quando il fuoco arriva, il territorio resta nudo e indifeso. Ogni estate è la stessa identica storia. Ogni estate si scopre che i piani antincendio esistono solo sulla carta firmata da qualche assessore.
Le conseguenze per i deboli
Venti comuni, decine di migliaia di persone, tutte senza acqua corrente. Chi può compra bottiglie d'acqua al supermercato, chi ha un'auto va a fare rifornimento nei comuni vicini. Chi non può — anziani soli, famiglie senza mezzi di trasporto, lavoratori poveri — resta a secco. Le aziende agricole perdono raccolti e bestiame perché l'acqua non arriva nemmeno per gli animali. Le famiglie evacuate dormono in auto, nei centri di accoglienza allestiti in fretta, o da parenti che hanno spazio. L'aria è irrespirabile, il fumo entra nelle case e nei polmoni. E mentre il caldo record — temperature percepite oltre i 42 gradi, bollino rosso ovunque — moltiplica i roghi in tutta l'isola, la protezione civile annuncia allerta, ma i canadair promessi non bastano mai, e la prossima estate sarà identica.