Riccardo Gallo Afflitto, deputato regionale di Forza Italia, si è dimesso dall'Assemblea regionale siciliana. Quattro giorni dopo gli arresti domiciliari per l'inchiesta Cefpas. Il centro per la formazione del personale sanitario era diventato una macchina per distribuire incarichi senza concorso, senza competenze, senza controllo.

Il gip lo descrive come «interlocutore privilegiato dei politici, anche di altre aree di influenza». Non è la corruzione di un uomo solo. È l'ingranaggio di un sistema dove la sanità pubblica diventa un feudo da spartire, e le nomine un premio per chi sta dentro il cerchio magico.

Il meccanismo

Gallo Afflitto era vice coordinatore regionale di Forza Italia. Non un deputato qualsiasi: un punto di riferimento per l'intera regione. Dai suoi uffici passavano nomi, incarichi, favori. Il Cefpas — Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario regionale — era solo l'ultimo nodo di una rete costruita negli anni, un ente che doveva formare medici e infermieri ed era diventato una macchina per distribuire poltrone invece di competenze. Il meccanismo è semplice: tu voti per me, io ti proteggo. Tu stai nel partito, io ti do un posto in un consorzio, in una partecipata, in un ente di formazione. All'ARS il sistema si chiama «spoils system», una parola elegante per dire che i posti pubblici si assegnano per fedeltà politica. In Sicilia si chiama semplicemente sopravvivenza politica. E funziona così bene che nessuno lo cambia.

Le conseguenze per i deboli

Chi paga? I pazienti del servizio sanitario regionale. Quando la formazione del personale è in mano a nominati politici, la qualità delle cure scende. Quando i concorsi pubblici vengono saltati, a lavorare sono i raccomandati, non i più preparati. Quando il potere si distribuisce per appartenenza e non per merito, chi ha bisogno di un medico competente, di un ospedale che funzioni, di una diagnosi tempestiva, resta senza risposta. Sono i malati — quelli che aspettano mesi per una visita, quelli che si rivolgono al privato perché il pubblico non risponde — a pagare il conto della corruzione. Il costo del Cefpas non lo pagano i politici indagati. Lo pagano i siciliani, ogni giorno, in vite non curate e diritti negati.

La domanda