Il commissario straordinario dell'Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci, ha firmato il rinnovo degli incarichi ai vertici dipartimentali e delle Unità operative complesse. Anselmo Madeddu resta alla guida del Dipartimento per l'Integrazione Sociosanitaria, Paolo Tralongo al Dipartimento Transmurale Oncologico. Roberto Risicato e Rosario Tumino confermati rispettivamente alla Medicina interna e all'Anatomia patologica dell'Umberto I.

Non c'è niente di male nella continuità amministrativa — se la continuità porta risultati. Ma in una sanità regionale che arretra su tutti i fronti, con liste d'attesa che crescono e reparti che chiudono nei weekend, la conferma dei vertici senza un bando pubblico solleva una domanda scomoda: chi ha valutato che questi risultati siano soddisfacenti?

Il meccanismo

Il rinnovo è stato formalizzato — dicono dall'Asp di Siracusa — "dopo le verifiche effettuate dal collegio tecnico e la valutazione dei singoli direttori che hanno raggiunto il massimo del punteggio". Il meccanismo delle nomine nella sanità siciliana funziona così: si valuta chi è dentro, non si cerca fuori. Si conferma chi c'è, non si apre a nuove energie. È il centralismo della gestione commissariale, dove il potere si concentra nelle mani di chi decide e le verifiche sono interne, opache, lontane dal controllo dei cittadini.

Le conseguenze per i deboli

I vertici restano. I pazienti, invece, aspettano. L'Asp di Siracusa serve un territorio vastissimo, dalla città ai centri interni. I pronto soccorso sono intasati. Le liste d'attesa per le visite specialistiche si misurano in mesi. Gli infermieri sono pochi e sottopagati. E mentre i vertici festeggiano il rinnovo, i reparti continuano a funzionare con turni di lavoro massacranti e organici dimezzati. Chi ci perde? Il paziente che aspetta una Tac per sei mesi. Il malato oncologico che spera in un posto letto. Il lavoratore della sanità che regge un sistema che scricchiola.

La domanda

Un rinnovo senza bando, in una sanità che affonda, è un atto di fiducia o un'occasione persa per cambiare rotta? E i cittadini di Siracusa quando potranno vedere i risultati di questa gestione che si auto-conferma, anno dopo anno, senza mai rendere conto a nessuno? Il presidente della Regione Schifani continua a difendere il sistema delle nomine dirette, mentre i pronto soccorso collassano e i medici fuggono al Nord.