Sequestrato un B&B a Maddalusa, in provincia di Agrigento. Prosciugata la piscina annessa, colma d'acqua. Sul tavolo della Procura c'è una lista di 14 strutture turistico-recettive da controllare. Il quartiere, dove lo Stato ha consentito l'insediamento di circa 2.000 persone, è stato costruito tra connivenze e finte promesse. L'acqua è un miraggio per i residenti. Per i turisti, invece, le piscine sono piene.

Questo è il paradosso siciliano nella sua forma più concentrata: mentre famiglie intere aspettano l'acqua da settimane, le strutture turistiche abusive nuotano nell'oro blu. Lo Stato arriva in ritardo, come sempre, ma quando arriva colpisce chi ha costruito sul silenzio delle istituzioni.

Il meccanismo

Il quartiere Maddalusa è cresciuto senza un piano regolatore rispettato, senza allacci idrici regolari, senza controlli urbanistici. Duemila persone hanno comprato case in una zona dove l'acqua pubblica non arriva. I B&B sono fioriti lo stesso, attingendo a riserve idriche che la legge non consentirebbe. Per anni nessuno ha controllato. Poi la crisi idrica ha messo a nudo il sistema: 14 strutture nella lista della Procura, il Comune che attiva il Coc solo per i casi più fragili, gli altri residenti lasciati senza risposte. Il pugno duro è una scelta obbligata, ma arriva dopo anni di silenzio complice.

Le conseguenze per i deboli

Duemila persone a Maddalusa convivono con la sete mentre un B&B con piscina viene sequestrato. Il Comune promette acqua per tre mesi ai fragili, ma per gli altri residenti non ci sono novità. Chi ha costruito abusivamente ha guadagnato per anni. Chi ha acquistato in buona fede ora si ritrova senza acqua e con un immobile che vale carta straccia. Ancora una volta, il sistema colpisce chi è in fondo alla catena: i residenti onesti pagano per le connivenze di chi ha permesso tutto questo.

La domanda