Italia Nostra Sicilia esprime profonda preoccupazione per il perdurare degli episodi di miasmi che continuano a interessare Melilli e l'intera area industriale siracusana. I superamenti dei valori di ozono, il sistema NOSE fuori servizio da venerdì, i cittadini che non possono segnalare. E l'AERCA che finanzia eventi mentre l'aria diventa irrespirabile.
«Non è un malfunzionamento tecnico. È la rottura di un patto: i cittadini respirano veleni, le centraline restano mute, e chi dovrebbe controllare guarda altrove. Il sistema NOSE che si spegne proprio quando servirebbe non è un caso. È la metafora di un territorio abbandonato.»
Il meccanismo
Il polo petrolchimico di Priolo, Melilli, Augusta è uno dei più grandi complessi industriali d'Europa. Produce ricchezza per pochi e veleni per tutti. Ogni estate, quando il caldo aumenta e l'umidità sale, i miasmi si intensificano. L'ozono supera la soglia di informazione — un inquinante che può provocare effetti seri sulla salute, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
Il D.Lgs. 155/2010 impone alla Regione di informare il pubblico in modo tempestivo. Ma l'informazione arriva quando l'episodio è già concluso. Una comunicazione tardiva che vanifica la funzione stessa dell'allerta sanitaria. E il sistema NOSE, lo strumento che i cittadini usano per segnalare le molestie olfattive, è fuori servizio dal 17 luglio. Arpa Sicilia non lo ha ancora ripristinato.
Le conseguenze per i deboli
Chi vive a Melilli, Priolo Gargallo, Augusta respira un'aria che supera i limiti di legge. I bambini, gli anziani, i malati cronici sono i primi a pagare. L'ozono attacca i polmoni, i miasmi avvelenano le notti, il sistema NOSE tace. E mentre i cittadini lottano per un'aria pulita, le risorse dell'AERCA vengono destinate a eventi pubblici e manifestazioni, invece che al monitoraggio ambientale e alle bonifiche.
Italia Nostra chiede che si abbandoni la logica dell'emergenza. Ma l'emergenza è lo stato permanente di un territorio che da decenni sopporta il peso di un modello industriale che produce profitti per pochi e malattie per tutti.