Il 26 per cento dei residenti di Ortigia ancora senza pressione regolare dell'acqua. Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha rilevato questa mattina, 20 luglio alle 8:45, un miglioramento, ma non la normalizzazione. La Zona 2, la parte più interna e alta dell'isola, continua a soffrire. E quando arriva il caldo e i consumi salgono, l'acqua sparisce dai rubinetti.

«Non è un problema tecnico. È la gestione di un bene comune che non può aspettare. L'acqua non è una merce: è un diritto. E quando il 26 per cento di un quartiere storico resta senza, significa che qualcosa nella filiera della gestione idrica non funziona. Non da oggi. Da sempre.»

Il meccanismo

Il meccanismo è una rete idrica vecchia, colabrodo, che perde fino al 65 per cento dell'acqua immessa. Aretusacque, la società che gestisce il servizio, lavora con infrastrutture che non vedono una manutenzione strutturale da decenni. Quando arriva l'estate, il carico aumenta: turisti, residenti, attività commerciali. I consumi salgono, la pressione crolla. I piani superiori restano a secco.

Il Comitato invia aggiornamenti puntuali con vie e segnalazioni ad Aretusacque. I dati vengono raccolti, le verifiche fatte. Ma ogni miglioramento è parziale, fragile, provvisorio. La pressione regge al mattino e crolla nel pomeriggio, quando bar, ristoranti e hotel usano l'acqua per le attività della giornata.

È un ingranaggio che si ripete identico in ogni provincia, in ogni settore, in ogni stagione. Cambiano i nomi, i luoghi, le cifre. Il meccanismo resta lo stesso.

Le conseguenze per i deboli

Chi vive nei piani alti di Ortigia paga il doppio: l'affitto e le bottiglie d'acqua. I residenti della Zona 2 — per lo più anziani, famiglie, lavoratori — fanno la spola con i distributori pubblici. I bar chiudono presto perché senza acqua non si lava, non si cucina, non si serve. Le attività commerciali perdono giornate di lavoro. L'estate a Siracusa è anche questa: code alle fontanelle, docce sospese, rubinetti che ansimano.

È il costo nascosto di un sistema che scarica sui più deboli il prezzo di scelte prese altrove, in stanze dove chi decide non conosce il nome di chi pagherà.

La domanda