I legali della banda armata che ha attentato alla vita del giornalista Sigfrido Ranucci hanno chiesto l'annullamento della misura cautelare. Il Tribunale del Riesame si è riservato. L'obiettivo della difesa è far cadere l'aggravante del "metodo mafioso".
«Non è la richiesta di un singolo avvocato. È il tentativo di smontare uno degli strumenti più efficaci che la magistratura ha per colpire le organizzazioni criminali: riconoscere il metodo mafioso significa dire che non siamo di fronte a un gruppo di delinquenti qualsiasi, ma a un'organizzazione che incute timore, che impone silenzio, che controlla un territorio.»
Il meccanismo
Il metodo mafioso non è un'etichetta. È un dispositivo giuridico che trasforma un'aggressione in un attacco al tessuto democratico. La legge riconosce l'aggravante quando la violenza è esercitata per ottenere omertà, per imporre una supremazia, per controllare un territorio o un'attività economica. Far cadere questa aggravante significa ridurre l'attentato a un episodio di violenza comune, depotenziandone il significato sistemico.
La banda che ha preso di mira Ranucci — giornalista di Report, simbolo del giornalismo d'inchiesta in Italia — agiva con armi, con organizzazione, con un disegno. Chiedere che il metodo mafioso venga cancellato dall'imputazione è una mossa difensiva legittima. Ma il messaggio che manda è chiaro: se cade l'aggravante, cade anche la cornice che lega quel gesto a un sistema più grande.
È un ingranaggio che si ripete identico in ogni provincia, in ogni settore, in ogni stagione. Cambiano i nomi, i luoghi, le cifre. Il meccanismo resta lo stesso.
Le conseguenze per i deboli
Quando il metodo mafioso viene riconosciuto, lo Stato dispone di strumenti più incisivi: intercettazioni, misure cautelari più severe, sequestri. Quando viene cancellato, quei poteri si riducono. La differenza la pagano i cittadini, che restano esposti a organizzazioni capaci di colpire un giornalista senza che il sistema riconosca la natura di quella violenza.
È il costo nascosto di un sistema che scarica sui più deboli il prezzo di scelte prese altrove, in stanze dove chi decide non conosce il nome di chi pagherà.