Riccardo Gallo ha rassegnato le dimissioni dall'Assemblea Regionale Siciliana. L'inchiesta sul Cefpas, la misura cautelare degli arresti domiciliari, il Gip di Caltanissetta che parla di "operazione politica" nell'affidamento di un incarico. Una pagina politica tra le più influenti degli ultimi anni in Sicilia si chiude con un atto formale di tre righe.

«Non è una questione di singoli. È l'ingranaggio di un sistema dove le nomine nei consorzi regionali diventano merce di scambio, dove un incarico pubblico si decide fuori dai concorsi, dentro gli equilibri di partito. Il Cefpas non è un caso isolato: è lo specchio di un metodo.»

Il meccanismo

Il Consorzio per la Formazione e l'aggiornamento del Personale dei Servizi Sanitari, il Cefpas, è uno dei tanti enti regionali finiti nella rete della procura di Caltanissetta. L'inchiesta ha svelato un presunto sistema di corruzione e favoritismi: affidamenti pilotati, incarichi dati senza competenze, una rete di potere tessuta dentro e fuori le stanze dell'Ars. Il Gip, nell'ordinanza cautelare, scrive che quell'affidamento costituiva «un'operazione politica riconducibile a Gallo». Non un errore. Una strategia.

Gallo era considerato tra gli esponenti più influenti di Forza Italia in Sicilia. Nella provincia di Agrigento aveva costruito negli anni una solida macchina di consenso. Le dimissioni arrivano pochi giorni dopo l'esecuzione della misura cautelare. Il collegio difensivo ha annunciato ricorso. Ma il meccanismo, intanto, è stato fotografato.

È un ingranaggio che si ripete identico in ogni provincia, in ogni settore, in ogni stagione. Cambiano i nomi, i luoghi, le cifre. Il meccanismo resta lo stesso.

Le conseguenze per i deboli

Ogni nomina pilotata, ogni incarico assegnato per appartenenza politica sottrae risorse a chi quelle risorse dovrebbe usarle per lavorare. I consorzi regionali esistono per formare il personale della sanità pubblica, per migliorare i servizi ai cittadini. Quando il sistema delle nomine diventa un feudo, a pagare sono i pazienti in lista d'attesa, gli operatori sanitari senza aggiornamento, i cittadini che finanziano con le tasse un meccanismo che li esclude.

È il costo nascosto di un sistema che scarica sui più deboli il prezzo di scelte prese altrove, in stanze dove chi decide non conosce il nome di chi pagherà.

La domanda