IACP, LE NOMINE DEI CDA ESCLUDONO GLI INQUILINI. Sunia, Sicet e Uniat: «La legge va rispettata, non raggirata».
Non è una scaramuccia sindacale. È la spia di un sistema che considera la casa popolare un feudo da spartire. Nei decreti di nomina firmati dal presidente della Regione per i consigli di amministrazione degli Iacp siciliani non c’è posto per i rappresentanti degli inquilini. Sunia, Sicet e Uniat — le associazioni legate a Cgil, Cisl e Uil — sono state escluse. E la legge che riconosce loro un ruolo nelle designazioni è stata ignorata.
**Il meccanismo.**
«La rappresentanza degli inquilini non si scavalca», dicono Roberto Alosi, Fabio Salici e Giuseppe Piampiano, segretari delle tre sigle. Ma il governo regionale l’ha fatto. Al posto dei rappresentanti degli assegnatari, nei cda sono entrati nomi legati alla politica. E mentre le nomine venivano decise a Palermo, la magistratura sta già indagando sugli affidamenti disposti dall’assessorato regionale alle Infrastrutture. C’è un metodo, spiegano i sindacati, «che appare sempre più distante dai principi di trasparenza e imparzialità».
Il meccanismo è quello dello spoils system senza vergogna. La legge prevede che gli inquilini, tramite le loro associazioni riconosciute, designino rappresentanti nei consigli di amministrazione degli Iacp. Il presidente della Regione ha firmato decreti di nomina che ignorano completamente Sunia, Sicet e Uniat. Al loro posto, nomi graditi alla politica. «Non è una prerogativa dei sindacati – dicono Alosi, Salici e Piampiano – è una garanzia prevista dal legislatore per impedire che venga sostituita da logiche di appartenenza politica».
**Le conseguenze per i deboli.**
Mentre i partiti si dividono le poltrone, migliaia di famiglie aspettano un alloggio popolare. L’emergenza abitativa in Sicilia non è un’emergenza: è una condizione strutturale. Le graduatorie sono ferme, gli alloggi vuoti non vengono assegnati, le famiglie restano in case fatiscenti o pagano affitti da rapina sul mercato privato. «La casa è un diritto – dicono i sindacati – le istituzioni devono essere amministrate con trasparenza». Invece si fa come sempre: le nomine prima delle persone.
Mentre le nomine politiche occupano le poltrone, le graduatorie per gli alloggi popolari restano ferme. In Sicilia ci sono migliaia di alloggi Iacp vuoti o inagibili, e altrettante famiglie in attesa. L’emergenza abitativa non è una priorità: la priorità è spartirsi i posti nei consigli di amministrazione. I sindacati minacciano azioni giudiziarie. «Valuteremo ogni iniziativa, anche giudiziaria, a tutela della legalità».
**La domanda.**
Perché quando si tratta di case popolari la prima a essere sfrattata è sempre la legalità? Come si fa a garantire il diritto alla casa quando la prima a essere sfrattata è la legalità?