VIA D'AMELIO, LA MEMORIA SENZA DIGNITÀ — A 34 anni dalla strage, il quartiere si ribella: strade colabrodo, topi e fuliggine sui balconi. I generatori a gasolio avvelenano l'aria della commemorazione
Palermo — Mancano tre giorni al 19 luglio. Trentaquattro anni dopo la strage di via D'Amelio, i residenti del quadrante che circonda il luogo dell'attentato hanno detto basta. Il Comitato Cittadino di zona ha stilato un duro resoconto sullo stato di abbandono del quartiere e ha deliberato un pacchetto di esposti e diffide legali al Comune, alla Prefettura e alle aziende partecipate. Il problema non sono solo le celebrazioni. È la vita, 365 giorni all'anno.
Questa è la notizia. Ma la domanda che pochi si pongono è: come si può celebrare la memoria di Paolo Borsellino mentre il quartiere che porta il suo nome è ridotto a una discarica? Marciapiedi distrutti dalle radici, buche profonde, tratti stradali lasciati scarificati senza asfalto. Carenza di illuminazione notturna. Blatte, topi, zecche. E una misteriosa fuliggine scura che cade sui balconi e sulle auto — il Comitato raccoglierà campioni per l'Arpa.
Il meccanismo è il più vecchio del mondo: l'istituzione si ricorda del quartiere solo quando arrivano le telecamere. "Gli operatori ecologici della Rap si palesano in modo efficiente quasi esclusivamente in concomitanza con le passerelle istituzionali", denuncia il Comitato. Durante l'anno: silenzio, degrado, abbandono. Per la giornata della memoria, invece, arrivano i generatori a gasolio che avvelenano l'aria e il caos veicolare che blocca i residenti. Il Comitato chiede l'allaccio alla rete elettrica pubblica per evitare i fumi tossici e parcheggi riservati alla Fiera del Mediterraneo. Ma è un fronte più ampio: posteggiatori abusivi, mercati rionali che bloccano il passaggio delle ambulanze, rumore del Teatro che supera i limiti. Il degrado non è casuale. È sistematico.
Le conseguenze per la collettività
Chi paga sono i residenti di via D'Amelio e delle strade limitrofe. Famiglie che ogni giorno respirano polvere, convivono con topi e blatte, rischiano di cadere nelle buche mentre portano i figli a scuola. E che due volte all'anno — il 19 luglio e il 23 maggio — vengono trasformati in comparse di una messa in scena. I residenti hanno chiesto un tavolo tecnico con Suap e Arpa per le barriere fonoassorbenti. Hanno chiesto presidi fissi di controllo al Prefetto. Hanno annunciato una raccolta firme. Il loro obiettivo è "trasformare via D'Amelio in un modello di legalità amministrativa quotidiana". Non solo un palcoscenico per i discorsi della memoria.