5.874 ATTIVITÀ CHIUSE IN TRE ANNI. La Regione Siciliana guarda altrove mentre il commercio ambulante muore.
Non è una statistica. Sono 5.874 famiglie che hanno perso il lavoro, 2.811 imprese cancellate in tre anni, un settore che la Regione lascia morire senza una strategia. Confimprese Sicilia ha scritto all’assessore Edy Tamajo: 5.874 cessazioni tra il 2022 e il 2025, un saldo negativo di 2.811 imprese. Il commercio su aree pubbliche in Sicilia sta morendo di inedia burocratica.
**Il meccanismo.**
Il meccanismo della morte è semplice: il commercio elettronico avanza, le abitudini di consumo cambiano, la distribuzione si trasforma. E la Regione? Non risponde. L’associazione chiede un tavolo di confronto, una strategia organica, l’attuazione della legge 206\/2023 che riconosce ai mercati rionali una funzione sociale e culturale. Ma l’assessore tace. «Non chiediamo solo interventi economici – dice Giovanni Felice di Confimprese – ma una strategia». A Palazzo d’Orleans, però, il silenzio è l’unica risposta.
La legge 206/2023 riconosce ai mercati rionali una funzione sociale, culturale e di coesione, ma a Palermo è carta straccia. I 2,8 miliardi di euro potenzialmente recuperabili ogni anno da un fisco locale che non funziona restano nei cassetti. La Regione ha risorse dal Ministero delle Imprese per i mercati rionali, ma nessuno sa come verranno spese. Silenzio dell’assessorato. Silenzio della politica.
**Le conseguenze per i deboli.**
Dietro ogni cessazione c’è un ambulante, un commerciante, un lavoratore autonomo che non ce l’ha fatta. Persone che hanno investito tutto in un banco al mercato, in un chiosco, in un’attività su area pubblica. Perdono tutto: il lavoro, il reddito, la dignità. Il commercio ambulante è da sempre il primo gradino dell’economia popolare — chi viene schiacciato da questa crisi non ha reti di protezione, non ha ammortizzatori sociali. Resta solo, con un debito sulle spalle.
Le 2.811 imprese perse in tre anni non sono numeri astratti. Sono famiglie che hanno perso tutto: la licenza, il banco, i clienti. Sono anziani che hanno passato una vita al mercato e si ritrovano senza pensione. Sono giovani che avevano aperto un’attività e l’hanno chiusa in un anno. Il commercio ambulante in Sicilia non è solo un settore economico: è l’ultimo baluardo dell’economia popolare.
**La domanda.**
Perché la Regione Siciliana non risponde a chi chiede solo di poter lavorare? Ma forse è proprio questo il problema: i mercati popolari non interessano ai palazzi del potere.