Nel weekend del 18-19 luglio 2026, a Catania, le forze dell'ordine hanno messo in campo un dispositivo imponente: polizia, guardia di finanza, polizia locale e carabinieri hanno presidiato il centro storico e il lungomare. Il bilancio è di 408 persone identificate, 155 veicoli controllati, 21 infrazioni al codice della strada, 12 parcheggiatori abusivi sanzionati, un giovane segnalato per droga.
Non è una retata, è la fotografia di una città dove il sommerso è così radicato da essere tollerato come normalità. I parcheggiatori abusivi sono tutti già noti alle forze dell'ordine, molti sono destinatari di foglio di via obbligatorio. Eppure sono ancora lì, ogni weekend, a chiedere soldi agli automobilisti.
**Il meccanismo.**
A Catania, il controllo del territorio è frammentato tra decine di forze in campo, ma il risultato è sempre lo stesso: si identifica, si sanziona, si rilascia. I parcheggiatori abusivi tornano il giorno dopo. Perché il problema non è solo di ordine pubblico: è sociale. Sono persone senza alternative, senza lavoro, senza rete. Il sistema produttivo della città non offre sbocchi, e l'economia sommersa diventa l'unica via di sopravvivenza. I 23.500 euro di multe elevate dai carabinieri in una notte sono la prova che il controllo c'è, ma anche la prova che serve a poco senza politiche di inclusione.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi perde in questo gioco sono i cittadini onesti, che pagano il parcheggio e poi trovano comunque il parcheggiatore abusivo. Sono i giovani delle periferie, che vedono nell'economia sommersa l'unica strada possibile. E sono gli stessi parcheggiatori abusivi: persone senza diritti, senza contratti, senza tutele, che rischiano denunce e sequestri per guadagnare pochi spicci. Il controllo del territorio è necessario, ma da solo non basta. Non basta identificare 408 persone in una notte se il giorno dopo non c'è un lavoro per loro. Non basta sequestrare i guadagni dei parcheggiatori abusivi se l'unica alternativa che offre la città è il nulla. La precarietà economica alimenta l'economia sommersa, e l'economia sommersa alimenta la microcriminalità. È un circolo vizioso che nessun controllo interforze può spezzare da solo. Finché l'economia legale non offrirà alternative dignitose, il sommerso continuerà a prosperare. Finché l'economia legale non offrirà alternative, il sommerso continuerà a prosperare.
**La domanda.**
Quante notti di controlli servono per capire che il vero problema non è chi chiede l'elemosina per un parcheggio, ma un sistema che non offre alternative?