Il 20 luglio 2026 la Protezione civile regionale segnala un'ondata di calore su Catania con temperature che supereranno i 40 gradi. Il comune attiva un piano straordinario di assistenza: presidi nelle piazze, distribuzione di bottigliette d'acqua, spazi climatizzati per accogliere le persone in difficoltà.

Non è una scelta, è una reazione d'emergenza che si ripete ogni estate. Ma mentre i termometri salgono, le domande di fondo restano senza risposta: come mai una città mediterranea non ha un piano strutturale contro il caldo? Perché ogni anno si improvvisa?

**Il meccanismo.**
L'assessorato ai servizi sociali di Catania, guidato da Serena Spoto, d'intesa con l'assessorato alla protezione civile di Daniele Bottino, ha disposto il potenziamento del presidio sul territorio. Nelle principali piazze, lungo via Etnea e in altre aree della città saranno allestiti punti di assistenza. I dormitori per senza fissa dimora rimarranno aperti, ma sono strutture insufficienti per una città che vede aumentare la povertà anno dopo anno. Intanto le ASP non hanno personale per fare prevenzione domiciliare sugli anziani soli, che restano chiusi in case che diventano forni senza che nessuno vada a controllarli. Il sistema del volontariato sociale e di protezione civile sarà mobilitato. Tutto giusto e necessario. Ma è un tappo su una falla strutturale: la cronica mancanza di un piano di adattamento climatico per la città, di politiche abitative dignitose per i fragili, di un servizio sanitario territoriale che segua gli anziani soli.

**Le conseguenze per i deboli.**
Ogni estate, in Italia, muoiono centinaia di anziani a causa del caldo. I più colpiti sono i poveri: chi vive in case senza aria condizionata, chi non può permettersi di andare al mare, chi resta chiuso in una stanza che diventa un forno. I senza fissa dimora sono ancora più esposti. Il piano del comune di Catania allevia la sofferenza per qualche ora, ma non risolve il problema di fondo: in una società che invecchia, l'emergenza caldo è destinata a ripetersi con sempre maggiore intensità.

**La domanda.**
Quando i piani contro il caldo smetteranno di essere misure tampone e diventeranno politiche strutturali di adattamento climatico per i più fragili?