Il 19 luglio 2026, al Pronto Soccorso dell'ospedale di Catania, un uomo di 25 anni trovato privo di sensi in un'aiuola di via Delle Finanze è stato trasportato per accertamenti. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami di routine, si è alzato e ha aggredito verbalmente il medico e l'infermiere che lo avevano in cura. Poi ha colpito con una testata e pugni al torace un poliziotto intervenuto per difendere i sanitari: trauma con prognosi di dieci giorni.
Non è un caso isolato. Le aggressioni al personale sanitario in Sicilia sono un'emergenza silenziosa. Medici, infermieri e operatori lavorano senza protezione, in ospedali sotto organico, dove la sicurezza è un lusso e la cura diventa un campo di battaglia.
**Il meccanismo.**
Il Pronto Soccorso è il luogo dove si concentrano tutte le contraddizioni del sistema sanitario siciliano. Mancano infermieri, mancano medici, mancano psicologi. Le liste d'attesa sono infinite. Chi arriva in ospedale è già ai limiti della sopportazione. I reparti psichiatrici sono stati smantellati, i servizi territoriali di salute mentale non funzionano. Persone in stato di alterazione finiscono al Pronto Soccorso come unico approdo, e lì esplodono. Il personale sanitario è lasciato solo a gestire situazioni che richiederebbero competenze multidisciplinari e protocolli di sicurezza adeguati.
**Le conseguenze per i deboli.**
A pagare sono tutti. I sanitari che subiscono violenze e si ammalano di stress. I pazienti veri, quelli con infarti, ictus, traumi, che trovano reparti in tilt e personale provato. E poi il 25enne stesso: un ragazzo senza documenti, probabilmente senza rete familiare, senza supporto. Il sistema lo ha raccolto da un'aiuola e lo ha portato in ospedale, ma non aveva gli strumenti per gestirlo. Così è finito in cella, non in cura. La Regione Siciliana ha tagliato i fondi per la salute mentale territoriale. I Dipartimenti di Salute Mentale non hanno personale sufficiente per seguire i pazienti sul territorio. Così, quando un caso complesso arriva al Pronto Soccorso, non c'è alternativa alla forza pubblica. Il carcere diventa il manicomio dei poveri.
**La domanda.**
Quando la sanità siciliana smetterà di essere un luogo di sopravvivenza sia per chi cura sia per chi è curato?