A contrada Maddalusa, nel comune di Agrigento, i residenti sono senza acqua da oltre ottanta giorni. Temperature che sfiorano i 40 gradi. Uomini, donne, anziani, bambini e persone fragili che convivono con una situazione che tutti definiscono emergenziale. Nel frattempo, l'assessore comunale Roberta Lala pubblica un post: «Non tenete i cani chiusi nei balconi, offrite acqua fresca ai randagi».

Non è cinismo, è il meccanismo di un'amministrazione che distribuisce le competenze come se fossero compartimenti stagni: la tutela degli animali da una parte, l'acqua pubblica dall'altra. E intanto le persone aspettano.

**Il meccanismo.**
La Giunta comunale di Agrigento ha diviso le deleghe con precisione burocratica: Roberta Lala si occupa della tutela degli animali. Giuseppe Riccobene segue igiene e sanità pubblica, rapporti con i gestori del servizio idrico. Quando l'assessore Lala invita i cittadini a dare acqua agli animali, nessuno la contraddice. Ma chi si occupa dei residenti di Maddalusa, che da 80 giorni aspettano una risposta? AICA, la società partecipata che gestisce il servizio idrico, ha inviato un'autobotte al canile del consigliere Sandro Fanara, ma per le case dei residenti non c'è la stessa urgenza. La gestione dell'acqua pubblica in Sicilia è un groviglio di società partecipate, nomine politiche e inefficienza amministrativa. AICA è solo l'ultimo anello di una catena che tiene in scacco interi territori. I finanziamenti pubblici arrivano, le infrastrutture restano colabrodo, e i cittadini pagano il conto più salato. AICA è solo l'ultimo anello di una catena che tiene in scacco interi territori.

**Le conseguenze per i deboli.**
I residenti di Maddalusa non hanno una casa regolare, questo è vero. Ma la questione urbanistica è un procedimento separato dall'emergenza umanitaria. In un'ondata di calore con 40 gradi, restare senza acqua per 80 giorni significa rischiare la disidratazione, significa vedere i propri bambini e anziani in condizioni di sofferenza. Chi ha i soldi per comprare bottiglie d'acqua sopravvive. Chi non li ha, aspetta. Come sempre. I deboli sono sempre gli stessi: quelli che non hanno voce, quelli che non votano il candidato giusto, quelli che vivono in contrade senza nome sulle mappe del potere.

**La domanda.**
Se un cane non può restare senz'acqua in un'ondata di calore, perché centinaia di persone sì?