Il 19 luglio 2026, quaranta incendi sono divampati in tutta la Sicilia. Vigili del fuoco, corpo forestale e protezione civile hanno lavorato senza sosta in una delle giornate più torride dell'estate. A Siracusa, le fiamme hanno danneggiato le linee elettriche lasciando cinquanta famiglie senza luce e acqua. Ad Agrigento, un opificio per la lavorazione dei marmi è stato minacciato dal fuoco a Bivona.
Quaranta incendi in un giorno non sono un evento meteorologico. Sono la fotografia di un territorio che la politica ha lasciato senza prevenzione, senza manutenzione, senza cura. Ogni rogo è una ferita, ma il sistema che li permette è la vera emergenza.
**Il meccanismo.**
Gli incendi estivi in Sicilia non sono una fatalità. Sono il risultato di un meccanismo preciso: tagli alla forestale, assenza di prevenzione, abbandono del territorio. La Regione Siciliana ha ridotto i fondi per la manutenzione dei boschi. I terreni incolti si moltiplicano. Gli incendi dolosi, spesso legati a speculazioni edilizie o a pressioni criminali, trovano terreno fertile. E quando le fiamme arrivano, i mezzi aerei sono pochi e le squadre a terra devono aspettare ore, come è successo a Bivona, dove un opificio è rimasto a rischio per tutta la mattina.
**Le conseguenze per i deboli.**
Chi paga non sono i politici che hanno tagliato i fondi. Sono le cinquanta famiglie di Siracusa rimaste senza elettricità e senza acqua nella notte. Sono i residenti di Cerda che hanno visto le fiamme avvicinarsi alle tribune della Targa Florio. Sono gli abitanti di Bolognetta e Villafrati. E sono i lavoratori che ogni estate vedono il proprio reddito bruciare insieme ai boschi, perchè gli incendi distruggono anche il turismo e l'indotto delle zone colpite. Sono i residenti di San Giuseppe Jato che vedono bruciare il patrimonio archeologico e paesaggistico della loro valle. Sono i lavoratori dell'opificio di Bivona, che hanno visto il fuoco avvicinarsi al posto di lavoro senza poter fare nulla. E poi c'è il danno ambientale: ecosistemi distrutti, biodiversità perduta, una parte dell'identità dell'isola che va in fumo.
**La domanda.**
Quanti altri roghi servono perché la Regione Siciliana smetta di considerare la prevenzione degli incendi una voce di bilancio secondaria?